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Lunedì 17 Marzo 2003
Teatro Turreno

Francesco De Gregori e Giovanna Marini

 

E' una novità per il pubblico perugino vedere De Gregori in compagnia di una cantante come Giovanna Marini; se del primo oramai si sa tutto, molti si saranno chiesti chi sia questa cantante dai capelli grigi ma dalla voce e dall'entusiasmo di una ventenne, è presto detto: romana, ha avuto negli anni sessanta illustri frequentazioni con gente come Pier Paolo Paolini o Italo Calvino, ma anche con i cosidetti "cantautori politici",
come Bertelli e Pietrangeli, che l'hanno incoraggiata ad intraprendere la non facile strada di cantastorie. Ha fondato la Scuola Popolare di Testaccio ed ha insegnato per dieci anni etnomusicologia applicata al canto di tradizione orale italiano all'Università di Parigi. E' da oltre quarant'anni impegnata a raccontare e a far conoscere, con la penna prima e con la voce poi, i fatti della nostra storia più o meno recente recente.
Giovanna Marini
Il fischio del vapore
De Gregori si è avvalso della sua collaborazione per realizzare l'album "Il fischio del vapore" (che dà anche il nome al tour), raccolta di alcune canzoni popolari italiane, rivisitate e rimodernate, legate alla quotidianeità, alla cronaca, al duro lavoro nelle risaie e all'impegno politico.

Si apre il sipario, ed ecco vediamo lì già pronti i due protagonisti con le loro chitarre, intorno gli altri membri della band e subito si parte: "sento il fischio del vapore del mio amore che 'l va via..."; è un canto ispirato alla spedizione italiana in Albania del 1914, tramandatoci da Giovanna Daffini, mondina e cantastorie, nonchè collaboratrice e ispiratrice della Marini negli anni '60.
I due procedono con due altre canzoni del disco ("L'attentato a Togliatti" e "Il feroce monarchico Bava") per poi dividersi, e sul palco rimane De Gregori che che propone alcuni pezzi chiave del suo repertorio come "Generale", "Niente da capire", Bambini venite parvulos", molto diverse da come le ricordavamo o da come eravamo abituati a sentirle, perchè riarrangiate profondamente, come nella recente tradizione live del cantautore romano.
Poi è lui che se ne va e lascia campo libero a quella che potremmo definire in questa occasione la sua "compagna di viaggio"; ma lei non è sola: salgono sul palco tre sue autorevoli collaboratrici che l'accompagnano nell'esecuzioni di altri canti, "giocando" con la voce, con le note, con i toni. Tra le altre eseguono "Lamento per la morte di Pasolini", scritta dalla stessa Marini nel momento della scomparsa dello scrittore, poeta, regista, ma soprattutto suo caro amico, come ella stessa ci ricorda con degli aneddoti dal palco.
De Gregori 1
De Gregori 2

Torna De Gregori per riprendere il duetto e per concludere il primo atto dello spettacolo con una versione antica quanto particolare e poco conosciuta di "Bella Ciao".

Anche nella seconda parte si alternano ai canti popolari come "I treni per Reggio Calabria" (una cavalcata inesorabile delle voci del quartetto femminile, perfetta per rendere l'dea del movimento dei treni pieni di manifestanti diretti nel capoluogo calabro) pezzi forti di De Gregori come "Alice", "Rimmel" e "Sangue su sangue".
Infine la canzone che chiude la serata è "Buonanotte Fiorellino" in versione del tutto inedita, eseguita insieme dai cinque artisti che si erano alternati sul palcoscenico, con un risultato tutt'altro che scontato.

 

Un concerto strano per chi è abituato ad assistere ad un De Gregori schivo e di poche parole: dialoga e scherza con la sua compagna e con il pubblico, fà persino delle battute; strano anche per le canzoni proposte, ma molto molto interessante.
by anna

 

Tutte le immagini sono proprietà dei rispettivi autori.
Sito ufficiale di Francesco de Gregori

 

 


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