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'Ritratto' agrodolce dal retrogusto Ottanta un po' superato.
Spettacolo sottotono e affluenza debole...Il ''Ritratto live tour'' di Luca Carboni segna la sua penultima tappa a Perugia con un annunciato flop. Tempi stanchi e iperframmentati, numerosi gli stacchetti e i rimandi ai brevi brani tratti dal nuovo libro dell'artista: troppo numerosi per non distrarre l'attenzione del pubblico altrove e perdere la poca magia del momento musicale.
Ma, in barba all'insuccesso della resa scenica, Carboni stavolta si presenta in splendida forma fisica, rispolverato nel look da un completo grigio fumo forse 'Armani', perfetto e dal capello sale e pepe corto e impomatato che tanto piace alle donne. Nel comportamento invece sempre fedele a quel classico distacco cortese e formale degli Anni Ottanta.
Gia', gli anni Ottanta, la generazione superficiale e consumista, quella che puzzava di hot dog e chips trisunte, quella delle Harley 'scoreggione' e dei giubbotti di pellle...una generazione che l'artista ripercorre passo passo, che interpreta e racconta di nuovo, ancora, che collega a doppio filo tutta la discografia carboniana, ma di cui, non ce ne vogliano gli affezionati, siamo ormai arcistufi! Percio', un 'Bravo' ai musicisti, ai tecnici luci (divertente l'effetto pioggianotturna), qualche appunto sulla scenografia del palco (poca la profondità prospettica) e per Carboni, beh, per Carboni si riserba un ultimo umile appunto. Se non si tratta delle poesie di Rilke, che so, prose di Saramago, qualche citazione di Pessoa o un brano contemporaneao di Baricco, forse è meglio lasciar perdere la lettura in pubblico dei propri momenti privati e concentrarsi piuttosto su quello che finora è sempre riuscito meglio: la musica.
Formidabile come sempre, invece, la doppia 'zz' strisciata, la 's' distratta, lo stile garbato e le immagini che illustrano il libro: generosi tributi che l'artista rivolge ai popoli nordafricani e mediorientali. Colorati caldi ritratti di un viaggio che il cantante bolognese porta dentro di sè e ripropone col suo inconfondibile saporino malinconico.
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