|
Sabato
6 Settembre 2003
Palasport di Foligno
Franco Battiato
|
Lo seguiamo fin dal tunnel che di solito porta sul campo le squadre locali di basket o pallavolo, ma l'emozione ovviamente non può essere la stessa; dopo il passaggio di tutta la numerosissima band, composta da musicisti esperti e bravissimi, si presenta Battiato insieme all'ormai consueto partner artistico Manlio Sgalambro, come una vera star, percorrendo lo spazio che lo separa dal palco salutando e "dando i cinque" a tutti quelli che sono accorsi ad acclamarlo da vicino.
|
|
Il palazzetto si fa buio e sul maxischermo piazzato alle sue spalle parte una clip dell' ancora fresca esperienza cinematografica dell'artista (
Perdutoamor
) per concentrare l'attenzione degli ansiosi spettatori assiepati su i due livelli del bel complesso sportivo
|
|
|
Sicomincia con
Shakleton
e subito sullo schermo scorronoimmagini d'epoca legate alla canzone: l'impatto sul pubblicoè assicurato e la serata comincia come meglio non potrebbe.L'idea di associare immagini in movimento alle note della suavoce e degli strumenti, pur tutt'altro che nuova, promettebene, e durante i primi brani ci si lascia davvero trasportareaffascinati dall'ormai nota natura poliedrica dell'artista;purtroppo però non si tratta di più di una parentesi perchèper la maggiorparte del concerto sul video vengono proiettatii video visti e rivisti in tv, oppure ciò che riprende unatelecamera live itinerante sul palco, che pure qualche voltaè riuscita a regalare delle inquadrature suggestive.
|
|
La prima parte dello spettacolo è forse quella più intimista, e lo si capisce anche da come Battiato la interpreta: è quasi immobile sul palco, si limita ad assecondare la musica con pochi gesti delle braccia, e non degna il pubblico di una sola parola.
Si arriva all'intervallo dalla porta principale, con tutte le persone che cantano "
La Cura
" e letteralmente pendono dalle sue labbra mentre lascia la scena per un quarto d'ora a Manlio Sgalambro; questi cerca (non riuscendoci appieno) di lanciare dei messaggi filosofico-esistenziali nascosti in canzoni famose reinterpretate alla sua maniera (come quella di Manu Chao:
Me gustas tu
): il risultato è che più d'uno cerca sfogo presso il vicino bar e pochi si sforzano realmente di capire quello strano personaggio, quasi imbrigliato tra le due appariscenti coriste sicuramente più a proprio agio in una tale situazione. Per fortuna, dopo la massima finale del poeta-filosofo siciliano ("vogliate accettare un mio consiglio:non accettate mai consigli da nessuno") sul palco torna Battiato e il pubblico, di tutte le età, ricomincia ad emozionarsi.
|
Uno dei dipinti che Battiato ha presentato alla propria mostradi Palazzo Firenze a Roma nel 2001
|
|
Qualcosa sembra cambiato rispetto alla prima parte: le canzoni scelte forse lo esigono, ma la presenza scenica del catanese si rafforza a dismisura, si muove e balla, pur lasciando un certo distacco "autorevole" tra sè e tutto il resto; non asseconda mai le richieste del pubblico e non ci scambia mai neanche una battuta,però ugualmente tutti si sentono come calamitati e non possono distogliere lo sguardo neanche per un momento con quelle note che rimbombano forti nella testa.
E così la fine sembra arrivata a tutti troppo presto, e mentre la cricca di artisti sta lasciando il proprio posto,il pubblico si fa ancora una volta risucchiare nel banale rituale del bis che, guarda caso, anche questa volta ci viene regalato. E' un grande momento, chi ha potuto ha abbandonato il proprio posto, in platea come in gradinata, e si è riversato sotto il palco a ballare il più vicino possibile a quell'uomo che per quanto era calmo e pacato prima, ora si comporta come una veterana rockstar, facendo divertire tutti con i grandi classici:
L'era del cinghiale bianco, Cuccurucucu, Bandiera bianca, Centro di gravitá permanente
(bella tra l'altro l'interpretazione del brano che prevedeva nella celebre strofa:"cerco un centro..." tutti gli artisti immobili durante il primo passaggio ma pronti a scatenarsi fisicamente nella successiva ribattuta).
|
|
Un gran bel concerto che almeno non ha fatto rimpiangere troppo i due mesi di ritardo e lo spostamento dall'affascinante scenario di Piazza d'Armi al Palasport.
|
|