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Buoni o Cattivi Tour
Sono le 18 quando arrivo allo stadio e ancora fa un caldo infernale; la gente è assiepata dalla mattina in attesa dell’evento che ha mobilitato mezza Umbria e le regioni vicine per la serata.
Nonostante i colonnelli di mezza Aeronautica Italiana avessero pronosticato il diluvio universale, di acqua si è vista solo quella degli idranti dei Vigili del Fuoco, che ogni tanto rinfrescavano il pubblico e quella delle migliaia di bottiglie del pubblico.
La serata inizia verso le otto con il primo artista, Simone, che, reduce del recente successo “Sanremese” e del singolo che imperversa alle radio, sale sul palco e allieta il pubblico con i suoi pezzi di successo per almeno mezz’ora.
Subito dopo di lui si avvicenda, in consolle sul palco, un dj e un nugolo di ragazze, che, lanciando saluti e magliette, oltre a richiamare l’attenzione e lo sguardo, suscitano nel pubblico i commenti più coloriti.
Tutto ciò per permettere al gruppo che segue di preparare la strumentazione: direttamente da Monterrey, in Messico, salgonosul palco i Kinki, gruppo a metà fra il funk, l’elettronica, il rock e la musica tradizionale latina, che riescono a nell’intento di far ballare i migliaia in attesa di Vasco.
E’ ormai buio quando Vasco entra in scena, la notte viene squarciata dalle luci degli schermi sul palco, una sorta di enorme ragno meccanico, che s’illuminano con l’immagine di Vasco, l’attesa è ormai terminata e finalmente il cantante esce accolto dal boato della folla.
Grida, bandiere, cori e soprattutto musica: il pubblico segue verso per verso e nota per nota tutti i successi di Vasco, in una scaletta che prende pezzi vecchi e nuovi e li miscela in una amalgama incredibile.
Vasco è in forma smagliante e lo dimostra muovendosi avanti e indietro sul palco, dialogando con i suoi fans e offrendo uno spettacolo che affascina e a volte commuove, in un vorticoso turbinio di luci e musica.
I musicisti sono quelli di sempre e come sempre offrono uno spettacolo indimenticabile fatto di note già sentite e nuovi arrangiamentidi pezzi che hanno fatto storia, da “Fegato spappolato” a “Sally”, dal recente “Buoni o cattivi” a “bollicine”, fino al gran finale con “Alba chiara”.
Lo spettacolo termina che è ormai mezzanotte passata, la gente si allontana stremata, ma conscia di aver speso bene i soldi del biglietto, ed io carico della mie macchine fotografiche, delle mie bottiglie vuote e del mio sudore, prendo la strada di casa, con le orecchie che fischiano per il frastuono, un sorriso e un motivo che mi suona nella testa…Siamo solo noi.
Fotoe recensione di
Francesco “Gadget” Sciascia
Si ringrazia, per la collaborazione e l’assistenza, tutto lo Staff del Musical Box, l’ineccepibile servizio d’ordine dello stadio e tutti coloro che hanno partecipato con me a questa avventura.
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