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Vinicio Capossela è nato ad Hannover, Sassonia, il 14 dicembre 1965, da genitori di origine campana emigrati in Germania all’inizio degli anni ’60.
Una volta tornato in Italia con la famiglia, a Reggio Emilia, si iscrive al conservatorio e terminati gli studi, dopo alcune esperienze in gruppi rock, nella seconda metà degli anni ’80 si dedica al pianoforte.
Attraverso Francesco Guccini, un suo demotape arriva al produttore Renzo Fantini, il quale favorirà la firma dell’artista per Cgd, etichetta che nel 1990 ne pubblicherà il debutto, l’album “All’Una e trentacinque circa”. Dopo un anno Capossela pubblica un nuovo album “Modì”, il cui titolo è un gioco di parole tra il termine francese “maudit” e il cognome dell’artista pittore e scultore Amedeo Modigliani, di cui campeggia in copertina un celebre quadro.
Nel novembre del 1994 vede la luce un nuovo disco “Camera a Sud”; nel 1996 “Il ballo di S.Vito”. Nel 1998 esce il disco dal vivo “Liveinvolvo”, nel 2000 “Canzoni a manovella”, nel 2003 l’antologia “L’Indispensabile”.
Il suo ultimo successo “Ovunque proteggi” è arrivato nei negozi alla fine di gennaio del 2006; il 21 febbraio 2006, meno di un mese dopo, l’artista si è esibito in Umbria, presso il “Teatro Verdi” di Terni in occasione degli Eventi Valentiniani. Capossela si è aggiudicato il tutto esaurito, in un teatro stracolmo del suo pubblico più caloroso accorso da ogni parte dell’Umbria per l’imperdibile occasione.
Questa sera lo splendido scenario del parco della Magnolia di Villa Fidelia di Spello ospita una delle ultime tappe del tour estivo di “Ovunque Proteggi”, tour iniziato il 26 giugno scorso a Sulmona (nell’Anfiteatro del Parco Fluviale intitolato ad Augusto Daolio) e che, dopo la tappa romana al Pincio per la notte bianca del 9 settembre, si concluderà al Teatro Romano di Verona l’11 settembre.
Un pubblico numeroso, oltre duemila e cinquecento presenze. Il concerto inizia tardi, verso le dieci per problemi con le spie e si protrae per circa tre ore concludendosi verso l’una, interrotto purtroppo per un quarto d’ora, a metà serata, da un’ improvviso black out. Dopo il brusco stop che per un attimo ha fatto temere il peggio, il concerto è ripreso ed è proseguito regolarmente fino a notte fonda.
L’artista sale sul palco travestito da Minotauro indossando un manto di pelliccia scura e con il volto coperto da una maschera da sciamano. Suoni primitivi introducono cinque nuovi successi: “Brucia Troia”, pezzo dannato e sanguinolento, con riferimenti all’Edipo Re di Pasolini e alla solitudine del Minotauro; “Non trattare”, “Dalla parte di Spessotto” (inno all’infanzia già perduta), “Medusa cha cha cha” (il mito della Medusa rivisitato a suon di cha cha cha), “Moskavalza” (un canto alla megapolisis, alla terza Roma, ovvero Mosca, città archetipo di grandezza con i suoi grattacieli illuminati). Sul fondo del palco c’è un telo dove vengono proiettate contro luce ombre e immagini le quali danno vita ad un teatro animato che magistralmente accompagna la performance del cantautore.
L’esibizione prosegue con un’alternanza tra i grandi e storici successi e i più recenti brani di “Ovunque proteggi”: da “Marajà” a “Scivola vai via” (brano contenuto nel primo album che uscì nell’ormai lontano 1990), da “Il Corvo Torvo” a “Signora Luna”, dalla preghiera disperata e misericordiosa alla “Santissima dei Naufragati” allo scatenatissimo “Ballo di S.Vito”. Grandioso è l’omaggio alla Roma imperiale e alla “legge della curva” che vigeva “Al Colosseo”.
L’uomo, la magia, la grazia, il mistero, l’oscurità, sono tra i temi preferiti di Vinicio Capossela. E soprattutto l’uomo che è da sempre carne e spirito: la carne che brucia e imputridisce nel “Rosario della Carne”, che risorge gioiosa di vita ne “L’Uomo vivo; lo spirito che è invocato come grazia in “Ovunque proteggi”, brano che dà titolo all’ultimo album e a questa tournèe.
Marta Natalini (anna) - foto by pantu
Si ringrazia
MusicalBoxEventi
per averci dato l'opportunità di raccontarvi la serata.
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